Mia madre ha sempre avuto 37 anni fino a quando non ne ha compiuti 42. Mio padre, invece, non ho capito che lavoro facesse fino a quando non ho compiuto 13 anni, cioè quando lui ci ha detto che ci saremmo dovuti trasferire a Roma – il che mi ha messo nella condizione di fare alcune domande in proposito – cosa che però poi non è successa (che ci siamo trasferiti a Roma). Poi lui è tornato e per ogni cosa sbagliata che io e mio fratello facevamo lui diceva che era colpa di mia madre e che se ci fosse stato lui sarebbe stato diverso. Adesso, a parte il lavoro, ha tre grandi passioni: la formula uno ma solo quando vince la Ferrari, le moto ma solo quando vince Valentino Rossi e Walker Texas Ranger perché tanto il bene vince sempre. Il suo approccio è di totale immedesimazione. Una volta stavamo parlando a tavola e lui si è come bloccato. Pensavamo che stesse male. Invece aveva scavalcato la testa di mia madre ed era stato rapito dal pippone di fine puntata di Walker Texas Ranger, che a quanto pare piace in media a tutti i maschi adulti ultracinquantenni. Quando guarda le moto, simula le pieghe con la testa e una volta, nel mezzo di una discussione, mentre la televisione era accesa, ha urlato “Brivido!”. E non era successo niente. Io non ho un grande senso della famiglia. Carlotta, invece, un po’ di più. L’altro giorno le ho detto che era la festa della mamma, lei mi ha guardato con gli occhi spalancati di un salmone e ha detto “Per fortuna che me lo hai ricordato, adesso chiamo mia madre – e intanto chiamava sua madre – perché lei ci tiene a queste cose e se non le faccio gli auguri poi si offende”. Sua madre ha risposto “Pronto?” e Carlotta ha detto tutta contenta “Auguri, mamma!” e lei ha detto “Per cosa?”.